Il Maiale Nero

Il Maiale Nero

Allevamento Biologico e Tradizionale del Maiale Nero a Faeto

I maiali neri di Faeto sono allevati biologicamente a oltre 1000 mt, vivendo all'aperto e nutrendosi di radici, bacche, ghiande e castagne. Il loro allevamento rispetta tradizioni antiche e il benessere animale.

I maiali sono allevati in agro di Faeto, in località Piano Maggese-Scavo a più di 1000 mt di altitudine, secondo il sistema biologico, all’aperto e allo stato brado e semi-brado.

Il maiale nero, in passato era molto comune sui rilievi del Sub Appennino; si distingueva dalle altre razze per la statura, robustezza e sobrietà. Resistente alle basse temperature grazie alle numerose setole irsute che lo ricoprono passa tutto il giorno a solcare il terreno in estate ed anche durante i rigidi inverni montani.

I maiali neri, scorrazzando indisturbati, si nutrono di radici e bacche, ghiande, castagne disponibili negli ampi spazi aperti, s'abbeverano con acqua di sorgente e l'aria “fine” di montagna fa il resto.
Tuttavia, quando necessario, l'alimentazione, viene integrata con il mais in inverno, in quanto essendo molto nutriente aiuta i nostri maiali ad affrontare le basse temperature montane e lo sfarinato in estate,

I maiali neri sono animali molto intelligenti, ma che si spaventano facilmente; nell’approccio, bisogna fare molta attenzione a non avere modi bruschi, nelle vicinanze non si deve urlare, né tanto meno picchiarli.
Una scrofa di maiale nero da, in media 5-6 e, talvolta 8 maialetti per parto e, solitamente partorisce 2 volte all'anno.

I maiali neri quando giungono a "maturazione" (almeno 150 Kg), vengono catturati facendoli passare attraverso un "imbuto" in legno, che consente di farli confluire all'esterno della recinzione; gli stessi vengono, poi, portati nei mattatoi autorizzati per l'abbattimento.

Il sezionamento, invece, avviene nei locali del salumificio, proprio dove avrà luogo in seguito la trasformazione delle carni.

Il ripristino del Maiale Nero

Il recupero del maiale nero, riveste un ruolo di particolare importanza nell’ambito delle attività economiche, ma anche storico-politiche di tutta la popolazione faetana. In passato, questa razza era molto comune nel Sub Appennino Dauno Meridionale, non c’era famiglia che non lo allevasse. Il maiale nero, si distingueva dagli altri per la statura, robustezza, sobrietà e rusticità. La pelle era coperta di setole grosse e nere, talvolta nero sfuocato, dilavate in punta specialmente sul dorso e sul collo; si trovavano disposte a spazzole, lunghe, dritte, rigide. Il mantello, talvolta, poteva anche essere pezzato bianco, oppure totalmente bianco sporco, tale da ricordare il colore dell’avorio, ma con una calotta nera nella parte posteriore del bacino. La testa era piccola e camusa, il tronco lungo ed angoloso, le natiche, le cosce e le spalle poco sviluppate, la coda di solito attorcigliata. La scrofa non era prolifica come le razza dell’Europa settentrionale, o quelle Americane; partoriva due volte l’anno, con una media di 5-6 figli per volta, di rado, arrivava a 8. Tuttavia, le caratteristiche descritte, con il tempo e le mutate condizioni alimentari, si sono modificate.

Questi maiali erano dei gran pascolatori: si alimentavano di ciò che la terra poteva loro offrire, ed arrivavano a 150 kg, nutrendosi di sole ghiande. Solo raramente ricevevano una razione di granturco o fave.

Il progetto per il recupero del maiale nero, fa parte di un finanziamento erogato dal Gal Meridaunia, nell’ambito del Leader II; vede interessato il C.N.R. di Lesina ed il salumificio Moreno.

In un momento in cui si sente, sempre più prepotente, l’esigenza di un ritorno alle tradizioni, ha assunto grande importanza la conservazione e la difesa delle specie autoctone. La ricerca rispetta l’ambiente che ci circonda, e tutela i prodotti locali artigianali. I maiali, infatti, sono allevati secondo il metodo biologico, scorrazzano felici nel recinto, ed ancora oggi, si nutrono di ghiande, radici, granturco. Le carni rosse, molto sapide, asciutte e poco grasse, si prestano perfettamente per la produzione di carne per insaccati e prosciutti.